Sfidiamo il futuro – Blockchain per le imprese

Sfidiamo il futuro – Blockchain per le imprese

Giovedì 5 Luglio 2018, si è svolta la seconda serata di “Sfidiamo il futuro”, la serie di eventi organizzati dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese. Il tema che ha invaso la sala del Palazzo Gromo Losa del Piazzo di Biella è stata la Blockchain per le imprese.

La Blockchain è il Libro Mastro (Ledger) decentralizzato e crittograficamente sicuro per la gestione di transazioni su reti peer-to-peer. In pratica è la tecnologia che consente lo scambio di informazioni e di diverse tipologie di valori in maniera sicura, immutabile e decentralizzata. Come ci ha raccontato Marco Coda – Responsabile Blockchain e cryptocurrency Lab Gruppo Banca Sella, il payment, così come le transazioni legate allo scambio di beni e servizi o così come la gestione di informazioni legate alla contrattualistica (Smart Contracts) sono solo alcuni esempi dell’importanza che la Blockchain riveste in campo finanziario.

Altri esempi di come questo protocollo di comunicazione viene declinato per risolvere problemi delle aziende e organizzazioni dei più disparati settori, ci sono stati proposti da Francesca Benati, Amministratore delegato di Amadeus Italia, azienda operante nel settore travel. I loro esperimenti utilizzano la Blockchain per migliorare e snellire la gestione dei bagagli negli aeroporti, tracciandoli ed evitando perdite e smarrimenti che all’anno costano alle aziende ben 2 miliardi di dollari. Un altro esempio di applicazione è la possibilità di avere in Blockchain il proprio passaporto, arricchito di una serie di dati così da poter passare i controlli di sicurezza in modo più rapido e sicuro sfruttando anche la tecnologia di riconoscimento biometrico.

Ma la panoramica delle potenzialità di utilizzo della Blockchain non si esaurisce qui. Anche i settori apparentemente lontani dalla tecnologia, come quello agroalimentare, ha fatto passi da gigante, divenendo un settore all’avanguardia che sfrutta la digitalizzazione e le nuove tecnologie in modo ampio ed innovativo. Esempio lampante è infatti la startup innovativa EZ Lab specializzata in soluzioni digitali avanzate per il settore Smart Agri-food. Guidata dal padovano Massimo Morbiato, EZ lab ha sviluppato AgriOpenData, la prima piattaforma che supporta gli agricoltori nella tracciabilità e nella certificazione dei prodotti utilizzando la tecnologia Blockchain e gli Smart Contracts. Come ci ha raccontato Massimo Morbiato, nel loro progetto “la Blockchain consente di controllare e verificare tutte le transazioni effettuate lungo l’intera filiera, aumentando la produzione di alta qualità (in particolare i prodotti biologici), migliorando la sostenibilità ambientale e garantendo trasparenza e sicurezza al consumatore finale”.

Potreste pensare quindi che il grande database decentralizzato che consente la gestione di transazioni crittografate ed immutabili, possa risolvere qualsiasi problema nelle aziende e che quindi basti buttare su hash di dati per avere tutto sotto controllo e marcato temporalmente? Assolutamente no!

Durante il suo intervento infatti, il Professor Aurelio Ravarini, Docente della Scuola di Ingegneria Industriale LIUC, ha precisato che la Blockchain non è una formula magica, né la soluzione per tutto. Anzi, questo protocollo deve essere applicato solo dove c’è una reale necessità. In primis dunque bisognerebbe informarsi su cosa realmente sia la Blockchain, per poterne capire e cogliere le opportunità in relazione alla propria attività. Successivamente si dovrebbe effettuare un’analisi sistematica di tutti i processi aziendali ed individuarne i relativi problemi. Solo allora e solo se esiste un problema che possa essere risolto dalla Blockchain, si potrà iniziare a programmare e sviluppare il proprio progetto.

Tuttavia, quando si parla di Blockchian esiste anche il rovescio della medaglia: questo protocollo infatti ha i suoi limiti e i suoi contro. Per esempio come mette in evidenza Associazione dei Consumatori Adoc, tra gli svantaggi legati all’uso della Blockchain, c’è quello legato all’elevato dispendio di risorse hardware e software al fine di eseguire e di convalidare le transazioni. Volendo quantificare infatti, per perfezionare una transazione in Bitcoin serve energia elettrica per oltre 700 Kwh, ovverosia tanta quanta in America viene consumata giornalmente da 26 famiglie.

Morale della favola è sì guardare al futuro e trovare nuovi campi di applicazione ma sempre con una particolare attenzione alla reale fattibilità data da un’attenta analisi quantitativa e qualitativa dei vantaggi ottenibili dall’utilizzo di Blockchain per le imprese.