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Marketing: le strategie emergenti

Nel mondo digitale il tempo è scandito dalle nuove tecnologie che avanzano e si sviluppano in modo esponenziale. Come affrontare questi cambiamenti per chi fa marketing? Essere dinamici e lungimiranti sono atteggiamenti essenziali per chi è costantemente a caccia di nuove strategie per il proprio business, accompagnando il tutto sempre con una ricerca incessante di nuovi strumenti e nuovi orizzonti da esplorare.

Quali sono le direttrici da seguire quest’anno? Quali le sfide che il popolo dei marketer dovrà affrontare? Secondo l’opinione degli esperti, ancora una volta, la tecnologia avrà un ruolo fondamentale. In questo caso però dovrà essere sfruttata per migliorare la customer experience e coinvolgere maggiormente gli utenti soprattutto nel processo d’acquisto.

Un back to the future è rappresentato dall’evoluzione dei sistemi tecnologici che utilizzano la voce come gli smart speaker: oggetti semplici con cui interagire, basta infatti parlarci, ma fonte inestimabile di informazioni e con potenzialità estremamente interessanti. Pensate per esempio alla portata di utilizzo di un’assistente vocale virtuale addestrato per dare supporto tecnico agli utenti che utilizzano un determinato servizio. O la capacità di poter integrare gli smart speaker nei processi di acquisto di una compagnia aerea o di un tour operator.

Pensate di essere comodamente nella vostra camera d’albergo e di poter interagire con la vostra assistente personale per il servizio in camera o per prenotare una giornata alla spa. Abbinando poi gli smart speaker, che sfruttano anche tecnologie di machine learning, con sistemi di speech-to-text ed analisi di testo, si può ottimizzare la performance dell’assistente stessa che sarà in grado di intervenire in tempi brevissimi sulle criticità inerenti l’esperienza dei clienti grazie ai feedback ricevuti dagli utenti stessi. In questo modo si potrà cambiare ed evolvere il modello di dialogo che le aziende hanno con i propri clienti migliorando la customer experience.

Chi di noi abbia mai fatto in vita sua almeno una partita a Counter Strike? O chi non abbia mai trascorso un paio d’ore a giocare attaccato allo schermo di un computer o con un joystick di una console in mano? Anni fa tutto questo era considerato un passatempo da nerd, un’attività ricreativa per chi non ama fare sport e che non abbia tanta voglia di trascorrere il suo tempo all’aria aperta. Oggi invece, quel semplice giocare al computer, è diventato un vero e proprio sport e per tanti anche un vero e proprio lavoro con un giro d’affari in continua crescita e che conta un mercato da 3 miliardi di dollari nel 2020.

Gli eventi ed i live show organizzati durante i tornei ufficiali di eSports sono seguiti da circa 200 milioni di persone ed appassionati senza considerare che Twitch supera di grand lunga gli utenti di Netflix e contava nel 2016 185 milioni di utenti. Si è venuta a creare una Community rilevante e super fidelizzata ai brand che orbitano intorno alla galassia degli eSports. Ciò rende questo nuovo mercato molto interessante ed appetibile per i brand. Infatti i big come Coca-cola, Amazon e tanti altri hanno sin da subito investito conquistandosi la fiducia dei giocatori e dei loro fan sponsorizzando le squadre, gli eventi e implementando strategie per il merchandising. Per esempio la Merdeces ha stretto una partnership con la squadra AMG Petronas Esports che compete per la F1 Esports Series. La Mercedes ha creato per loro un centro di addestramento per la squadra fornita di attrezzature all’avanguardia per sviluppare le loro abilità di gioco.

Come la customer experience si evolve anche la customer journey ed il processo di acquisto degli utenti cavalcano l’onda dei nuovi trend. Dal 2015 ad oggi, il social commerce, la possibilità di acquistare un bene o servizio direttamente da Facebook, ha avuto un’espansione. Anche se il fenomeno rappresenta ancora solo il 2% delle vendite dei vari shop, si prevede una crescita anche grazie alla centralità dei social network nel media mix dei marketer. Una strategia del gancio attivata da Facebook che però porta vantaggi anche a numerosi brand, soprattutto nel settore abbigliamento, gioielleria, fotografia, prodotti per animali, cartoleria e i prodotti per la casa.

Considerando che il 50% delle persone che seguono i loro brand preferiti su Facebook, i così detti social shopper, hanno inserito il social network nelle loro abitudini d’acquisto, il social commerce nel breve futuro influenzerà le decisioni d’acquisto degli utenti.

Restando in tema di shopping online spostiamo l’attenzione sul colosso di Seattle Amazon. Questo sta letteralmente divorando i budget destinati all’ADV grazie ai servizi Amazon Advertising Platform e Amazon Marketing Services conquistando un bel 4,15% del volume totale dell’advertising digitale anche se ancora distante dal 38% circa di Google. Amazon ha dato la possibilità ai suoi venditori di sponsorizzare i loro prodotti tra i risultati di ricerca che l’utente fa su Amazon, inserendo quindi meccanismi ad asta per le keyword ed ottimizzazione Seo. Considerando che il 49% delle ricerche di un prodotto inizia direttamente su Amazon e non sugli altri motori di ricerca, per le aziende risulta una leva per incrementare le vendite alquanto appetibile.